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Isola di Skye e il progetto video Land Of Giants – Visual Wonders

Il primo video Land Of Giants – Visual Wonders di Yuri Palma. In questa prima puntata, presentata da Fabio Palma, si esplora la selvaggia bellezza dell’Isola di Skye in Scozia, una delle isole piĆ¹ famose per l’arrampicata trad in Gran Bretagna.

Un po’ Ridley Scott con Prometheus (ma esiste davvero un posto così?, ci dicemmo), un po’ planetmountain.com con l’articolo su Dave Birkett, ci fecero optare per l’isola di Skye come meta estiva all’insegna di 9 giorni di corsa. Corsa perchè quando vai in un posto con l’obiettivo di realizzare un video non puoi che correre dalla mattina alla sera con l’intento di produrre clip video, e 9 giorni perchè non è facile concentrarsi per più tempo dietro logistica e riprese.

Premessa
Verso fine primavera cerco di convincere “i miei”, ovvero i giovani baldi Ragni appassionati anche di Trad, a fare una puntatina a Skye nello stesso periodo, ma le poche informazioni non li convincono. Ecco perchè il video che vedete NON ha anche girato di climbing… ma tutte le scogliere che vi vedete sono ricche di linee trad (per esempio, quella a 1’16”) in uno scenario che… giudicate voi. Tutte tranne una, quella a 2’46”, assolutamente da scalare, e super comoda.

Certo mia moglie mi aveva detto, guarda che c’è vento adesso, da fine agosto è variabile e c’è vento, ma un’occhiata pressapochistica mi aveva riportato un valore sui 40 km/h, che sì, a scalare dà fastidio, un vaso te lo fa anche cadere, ma insomma cosa vuoi che faccia ad una tenda…

Il vento…
Così arriviamo all’isola di Skye, superiamo il ponte, e immediatamente ci dirigiamo a sinistra, con guida a sinistra anche, ovvio, contenti di incrociare pochi o nessuno. Neppure cinque km e vediamo subito una laguna da urlo, scendiamo enstusiasti, vai di zaino fotografico, vai di zaino porta Ronin M (stabilizzatore elettronico piuttosto costoso…), 4 metri di cammino su erba e felci ed eriche lussureggianti e… zac, fango fin sopra la caviglia.

Ma porc… scarpe che non si vedono dai grumi e primo KO subito, che pure il cielo era appena nuvoloso e tutto sembrava innocuo e da pic-nic al parco di Monza. Va beh… si ride e si filma, si torna in macchina, si fanno 15 km, forse meno. Finisce la stradina, davanti un sentiero e a circa duecento metri si vede un piccolo spazio, intorno il mare e colline e prati superfangosi, tanto belli quanto intoccabili, ma soprattutto… un vento che mi pare assolutamente superiore ai 40 all’ora… peraltro, stranamente siamo solo noi…

Non abbiamo filmato il montaggio tenda, e un motivo c’è: abbiamo un nome, non volevamo fare una figura fantozziana… ma qui lo scrivo, con terreno che ha rifiutato i picchetti, e sassoni dai 3 ai 10 kg intorno e dentro la tenda, il metterla su è stato tragicomico.

Dormirci, un film comico… la tenda sembrava Luna Rossa le rarissime volte che ha battuto Oracle e New Zealand, solo che di skipper non ce n’erano. Da quella mattina so che una barca a vela può portare via un peso a piacere, esattamente come una leva: datemi una leva abbastanza lunga ecc ecc. Beh, datemi una vela abbastanza grossa, e vi porto in giro quello che volete.

Periodo
Ah, poi c’è la questione variabilità…se dovete andarci per scalare, da aprile a fine luglio la meteo è stabile, niente paura. Ma Yuri voleva un cielo “non inutile”, e quindi si è scelto l’inizio di settembre perchè, leggemmo, “c’è una buona variabilità”. Quindi, se siete appassionati di fotografia, guscio e zaino molto impermeabile, e andateci nel nostro periodo. Da noi cosa vuol dire variabile? Boh, passano delle nuvole, forse piove, poi esce il sole. Magari prima di sera piove ancora…

Ecco, a Skye, da fine agosto, sappiate che variabile significa che il cielo rigurgita rovesci anche apocalittici almeno dieci volte al giorno, seguiti da sole che asciuga tutto in dieci minuti, e poi di nuovo tempesta, etc etc. Cielo paurosamente bello per film e foto, infatti Yuri non stava nella pelle, ma per l’attrezzatura fotografica un mezzo incubo, e in fondo pure per la povera tenda.

Nella sostanza, voto 10 all’isola dal punto di vista escursionistico (densità demografica, 5/km quadrato. In Ogliastra sono 35…), ci hanno detto 8 dal punto di vista trad climbing (oltre cento tiri, per la maggior parte a difficoltà contenute) con alcune perle sul 10 di ogni grado, e la falesia che vedrete a 2’46”… insomma andateci, aspetta valorizzatori.

di Fabio Palma

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